DI ANTIMO PUCA
Venerdi, 10 aprile, Il Presidente del Consiglio Comunale di Lacco Ameno, Dante De Luise, trova il coraggio di squarciare il velo di ipocrisia che rende tollerabili pressioni intollerabili. Cit.”..su alcuni temi ho un modo di pensare mio che difenderò sempre. Quello sulle assunzioni di parenti, mogli e amici. Quanto tu, sindaco mi prendi in disparte e mi dici: “o facciamo questa operazione per la compagna di un mio ex assessore o cene andiamo a casa”, non mi metti di fronte a una scelta. Io scelta non ho. A quel punto abbiamo avvallato la richiesta folle di questo assessore. Mi ritorni a questa riunione di gruppo pre consiglio che abbiamo voluto fortemente io e l’ex assessore Ciro Calise e abbiamo iniziato la discussione sul piano di fabbisogno sulle linee programmatiche della Amministrazione per i prossimi anni e la abbiamo fatta a dicembre. Che cosa successe in quella sede. In quella sede lo stesso assessore accontentato un anno prima fece una imposizione dicendo: ”Io ho un’esigenza e voglio che la mia compagna, da categoria C quale è oggi passa a categoria D” è una richiesta assurda. Lo dice la norma. Non è una strada percorribile. Si accantona l’idea. Dopo di che un altro assessore, un altro consigliere pretende la conferma del figlio al porto.. un altro dice: ”Mia moglie la portiamo un po’ più vicino casa”, io a quel punto presi la parola e dissi: ”Ma tutte queste situazioni ci faranno bene alle prossime elezioni comunali imminenti? perché mancano 5 – 6 mesi, ci porteranno un risultato? Facciamo una bella figura? Secondo me no”.
Di certi fatti diffusi non si parla mai, creando una sorta di cono d’ombra dove la corruzione politica può mettere radici e crescere indisturbata dentro organizzazioni pubbliche sature di adempimenti, procedure, regole, controlli e fari puntati esclusivamente sull’attività dei dipendenti pubblici. Le interferenze della sfera professionale, messe in atto da politici e dirigenti pubblici ai danni dei loro collaboratori, sembrano avere la stessa natura di Lord Voldemort, il Signore Oscuro crudele antagonista della saga di Harry Potter. Il loro nome non può essere pronunciato e il loro sinistro potere deriva in buona parte dal loro essere innominabili. “Bisogna sempre chiamare le cose con il loro nome. La paura del nome non fa che aumentare la paura della cosa stessa”. (J.K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale). Subdolo è il dipendente dell’ufficio tecnico del Comune che, per una forma di compiacenza volta all’ottenimento di un qualche vantaggio, si interessa ad una particolare pratica edilizia caldeggiata dall’assessore di turno! Ma forse non è l’assessore ad esercitare una indebita pressione, ma è il dipendente che vuole assecondare, favorire, compiacere. Povero assessore! Che colpa ne ha lui se gli uffici sono pieni di gente che è prona ai suoi voleri e farebbe di tutto per guadagnare i suoi favori. Chi si dovrebbe astenere? Il superiore che esercita la pressione o il dipendente che la subisce? Si vocifera che a Lacco ci sarà una terza lista capeggiata dall’avvocato Mario Di Meglio. Una terza lista è un Bene che può essere di spinta agli altri ad operare bene. E poi è la gente che deve decidere chi deve governare e amministrare un paese. Gli amministratori devono capire che chi amministra deve essere un servitore dei cittadini, non il dittatore dei cittadini. Altrimenti abbiamo dei pazzi come Trump. Dobbiamo dare fiducia ai giovani. Con le raccomandazioni non si dà spazio alla meritocrazia ed abbiamo nei posti di lavoro dei fannulloni arroganti. Serve maggiore trasparenza sulle relazioni e sugli interessi che spingono alcune persone a intraprendere percorsi, più o meno lunghi e più o meno eccellenti, attraverso le stanze dei bottoni della Democrazia. L’agire politico non è uno scherzo, o un passatempo, ed è esposto a rischi difficili da decodificare e gestire.
Servono misure di trattamento finalizzate a prevenire le interferenze. E dove questo non è possibile, almeno sistemi di controllo e canali di segnalazione per farle emergere e ridurre il loro impatto sui processi. Serve includere la corruzione politica nel processo di sviluppo dei sistemi di prevenzione, nell’interesse di tutti. Di chi del sistema pubblico è solo un destinatario e di chi invece, dentro al sistema pubblico, costruisce percorsi professionali o percorsi di impegno civile e politico, in nome e per conto della collettività.